Abruzzo. APERTURE DOMENICALI: CASTIGLIONE CI RIPROVA I COMMERCIANTI SAPPIANO CHE IL PDL LI PUGNALA ALLE SPALLE

APERTURE DOMENICALI: CASTIGLIONE CI RIPROVA

I COMMERCIANTI SAPPIANO CHE IL PDL LI PUGNALA ALLE SPALLE

Domani, martedì 25 gennaio 2011, ore 10,30

conferenza stampa

c/o sala commissioni Comune di Pescara

Rifondazione Comunista prosegue la lotta contro il far west della grande distribuzione e l’aumento spropositato delle aperture festive e domenicali.

Grazie alla nostra battaglia è stato ridotto nella legge finanziaria di 6 domeniche lo startosferico numero di aperture previsto dalla legislazione regionale che con l’assessore Castiglione era arrivato a 44 (si consideri che nelle vicine Marche le aperture sono 28 l’anno):

http://www.maurizioacerbo.it/blogs/?p=922

Ora l’assessore Castiglione prova a riportare a 44 il numero delle aperture con un emendamento alla sua già pessima leggina sul commercio all’ordine del giorno del consiglio di domani.

L’emendamento di Castiglione è una pugnalata alle spalle al commercio abruzzese e soprattutto della città di Pescara soffocato e accerchiato da un numero di centri commerciali che non ha pari in Europa.

Perticolarmente grave il fatto che tale emendamento venga proposto all’interno di una leggina che cancella le tutele per i lavoratori del commercio che d’altronde il governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale e che la Giunta Chiodi-Castiglione ha deciso di non difendere né migliorare per superare i rilievi:

http://www.maurizioacerbo.it/blogs/?p=770

Invito la maggioranza di centrodestra a ritirare l’emendamento voluto da Castiglione e a riportare in commissione la leggina inutile.

Domani daremo battaglia per un’ulteriore riduzione delle deroghe domenicali e festive.

Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC

www.maurizioacerbo.it/blogs

P.S.:

L’assessore ha convocato nei giorni scorsi le organizzazioni di categoria chiedendo una firma a supporto della sua iniziativa: firma che ovviamente Confindustria, Federdistribuzione, Lega Coop, ecc. non hanno negato.

Stranamente anche la Confesercenti regionale ha firmato, mentre la Confcommercio no (credo che i negozianti della Confesercenti debbano chiedere conto al loro vertice regionale).

E’ evidente che lobby potenti e trasversali hanno fatto dell’Abruzzo un caso più unico che raro di sviluppo selvaggio dei centri commerciali.