Concerti per viola e pianoforte di J.Brahms ad Alba Adriatica e ad Atri

  e domenica 11 gennaio alle ore 18 presso l’auditorium S. Agostino ad Atri  (grazie al Comune con il Cartellone delle manifestazioni natalizie il Duo duo DiDan  suonerà   la Sonata in fa minore No.1 e la Sonata in mi bemolle maggiore No.2 Op.120 di Johannes Brahms,  nella trascrizione per viola  e pianoforte. 

“Un programma impegnativo e di livello” così definito dalla critica musicale : « due stupende e difficili sonate..  che il Duo DiDan,.. ha eseguito  alla perfezionericevendo tantissimi e meritati applausi» (ass. Musica e cultura, Roseto) . 

 INGRESSO GRATUITO 

Samuele Danese, violista. Si è diplomato in viola con il massimo dei voti presso il conservatorio di musica “N. Piccinni” di Bari sotto la guida del M° Rocco De Massis. È stato membro effettivo dell’Orchestra Giovanile Italiana dal 1996 al 1999, conseguendo nel giugno 1999 il Diploma triennale di qualificazione  e specializzazione orchestrale rilasciato dalla Scuola di Musica di Fiesole (Firenze) 

Ha frequentato il Corso di Perfezionamento triennale in Viola sotto la guida del M° H. Beyerle , a Fiesole (1999-2002). ). Ha partecipato alle tournée dell’O.G.I. con i M° Riccardo Muti, Giuseppe Sinopoli, Luciano Berio, E. Inbahl, Carlo Maria Giulini etc.Ha conseguito il Konzertdiplom in Viola con il maestro Reiner Schmidt, presso la Hochschule für Musik di Würzburg (2004) 

Ha preso il Diploma in Viola del Corso di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia riconosciuti dal MIUR (Ministero dell’Università e della Ricerca), tenuti dal M° M. Paris (2010) e  sempre nella stessa il Diploma in Musica da Camera nel Corso tenuto dal M° C. Fabiano (2012). Ha frequentato corsi di viola con A. Farulli, , T. Seldiz, J. Sulem, S. Di Rocco, W. Christ e D. Waskiewicz . 

Ha tenuto concerti da solista,con formazioni cameristiche e orchestre in diverse città italiane e all’estero. Nell’ottobre del 2008 su invito del Conservatorio “A. Piazzolla” di Buenos Aires ha tenuto una masterclass di viola in qualità di docente ospite e concerti in Argentina. E’ Prima Viola della Viotti Chamber Orchestra di M°Franco Mezzena con la quale si è esibito anche in veste di solista. E’ viola solista negli  spettacoli teatrali “Un’aureola per due”, “Abissi e vette” e “Rifare il Rinascimento”. Ha pubblicato  il testo Il mondo della viola, Effatà, Torino (ottobre 2005) ad uso degli studenti di Viola del I e II livello del Diploma accademico. 

Nel giugno 2012 ha tenuto una masterclass in Viola nel Konservatorium “J.Haydn” di Eisenstadt in Austria.

 Dopo 10 anni di docenza di viola presso l’IMP “V. Bellini” di Caltanissetta, attualmente è docente di viola al Conservatorio di Cosenza.  


Calogero Di Liberto  pianista 

La sua attività cameristica lo ha portato a collaborare con artisti del calibro dei violoncellisti Christoph Henkel e Gautier Capuçon, del violinista Cristiano Rossi, del basso Simone Alaimo, del tenore FabioArmiliato, dei baritoni Roberto Servile e Leo Nucci. 

 

 

Approfondimento 

Quando scrisse le due Sonate per clarinetto e pianoforte ( riproposte  nella trascrizione per viola)  Op.120, nell’estate del 1894, Johannes Brahms (1833-1897) aveva appena raggiunto la soglia dei sessant’anni. Malgrado fosse tutt’altro che vecchio, Brahms era in pensione già da sette anni. La sua carriera musicale pubblica si era conclusa infatti nel 1887 con il Doppio Concerto per violino e violoncello, scritto come una metafora del loro lungo percorso per sé e per il grande amico della gioventù Joseph Joachim. Dopo quest’ultimo lavoro Brahms non aveva smesso di scrivere musica, ma i suoi orizzonti spirituali erano del tutto cambiati. Il guerriero aveva pensato che fosse arrivato il tempo di deporre le armi, sebbene nemmeno un uomo affetto da manie senili come lui poteva sentirsi davvero vecchio a cinquant’anni. L’elenco dei capolavori di musica da camera scritti negli anni Novanta è la dimostrazione più eloquente del carattere elusivo di questo ritiro dal mondo.

Nacquero in successione il Trio, il Quintetto in si minore Op.115 e le due Sonate per clarinetto Op.120. Brahms tuttavia trascrisse pochi mesi dopo per viola la parte per  clarinetto delle Sonate, mettendo dunque sullo stesso piano due strumenti molto simili per carattere espressivo e tessitura di voce.

I due lavori rivelano una visione moderna della forma musicale, malgrado l’aspetto classico della struttura generale. I movimenti concepiti nelle forme tradizionali della sonata esprimono una nervosa sensazione di mobilità, molto lontana dalla sensazione di linguaggio accademico. Ma nelle Sonate c’è spazio anche per la bellezza melanconica della musica: ciascuna delle due mostra un carattere particolare, pù appassionata la Prima in fa minore, più riflessiva la Seconda in mi bemolle maggiore.

In quest’ultima coppia di lavori di musica da camera Brahms  si congeda in maniera definitiva dal mondo classico nel quale era cresciuto, chiudendo la seconda Sonata con un semplice e commovente movimento finale in forma di tema e variazioni, come per lasciare il lungo addio alla musica della vita con un sorriso.
(da una presentazione di Oreste Bossini)

 

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