Treviso. Giorno della Memoria: Silvia Pascale e Orlando Materassi presentano “Campi di concentramento fascisti” – Editoriale Programma. Venerdì, 24 gennaio, ore 18,30, alla libreria “Canova”.
L’internamento civile è una delle pratiche repressive che caratterizzano il regime fascista, una delle principali misure con cui esso tentò di mantenere il controllo e di sopprimere qualsiasi forma di dissenso. La pratica, tuttavia, non si fermò solo alla repressione politica, ma si estese alla reclusione di persone di origine straniera, soprattutto se provenienti da Paesi in guerra contro l’Italia. I metodi di arresto e detenzione erano spesso brutali e le condizioni di vita nei campi variavano di luogo in luogo. Gli internati, uomini, donne e bambini, venivano trasferiti in zone isolate e privati della loro libertà senza essere accusati di crimini specifici, sulla base di una presunta “pericolosità sociale” o per motivi etnici e politici.Questo testo intende dunque esaminare tale importante aspetto dell’universo concentrazionario nazifascista, sia dandone una panoramica generale per comprenderne le dinamiche e la gravità,sia approfondendo alcune vicende più specifiche e personali per conferire volti, nomi e memoria almeno ad alcune delle vittime di cui è rimasta traccia negli archivi storici. https://editorialeprogramma.it/
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Orlando Materassi già Presidente nazionale dell’ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati nei Lager Nazisti) dal 2019 al 2022. È coordinatore storico-scientifico della collana LE NOSTRE GUERRE di Ciesse Edizioni. Responsabile del Progetto con l’Ambasciata RFG “La Memoria Resistente” (2018 -2020) e “Racconti della Memoria” (2019). Coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico del Progetto con l’Ambasciata della RFT “Gli internati militari italiani: testimonianze di donne, madri, fidanzate, mogli, figlie” (2021), “La Memoria che unisce. Educare alla pace” (2022), ‘Tra storia e memoria: conoscere il passato per costruire il futuro’ (2023); partner italiano responsabile dell’IC 4 Stefanini di Treviso per il Progetto europeo ‘Onboarding Memories’ con Europäische Akademie Berlin, Stiftung Kreisau für Europäische Verständigung a Grodziszcze, Polonia, e presso il Centre Européen Robert Schuman a Scy-Chazelles, Francia (2022). Ultimi lavori internazionali:
5-8 settembre 2024: Fondazione LagerhausG Heritage: incontro internazionale.
13-15 settembre 2024: Dialogforum 2024 Mauthausen: seconda conferenza internazionale sulle donne nell’Olocausto. (come relatori)
18 ottobre 2024: Simposio di storia militare delle Flint Hills 2024, Kansas State University. (come relatori)
4-6 novembre 2024: “Mitten im Orts. Lager im Nationalsozialismus”, Universität für Weiterbildung Krems (come relatori).
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Silvia Pascale vive a Treviso, Italia. È docente e storica. Dal 2011 si dedica a temi legati al genocidio armeno, ai campi di concentramento e alla storia degli internati militari italiani. Ha lavorato per molti Centri di documentazione sul nazifascismo all’estero, tra cui Lobomiwice-Opole, Parigi e Dachau. Dirige la collana storica LE NOSTRE GUERRE di Ciesse Edizioni. Responsabile del Progetto con l’Ambasciata della RFT “Gli Internati Militari Italiani: testimonianze di donne, madri, fidanzate, mogli, figlie” (2021) e “La memoria che unisce. Educare alla pace” (2022), ‘Tra storia e memoria: conoscere il passato per costruire il futuro’ (2023); partner italiano responsabile dell’IC 4 Stefanini di Treviso per il Progetto europeo ‘Onboarding Memories’ con Europäische Akademie Berlin, Stiftung Kreisau für Europäische Verständigung a Grodziszcze, Polonia, e presso il Centre Européen Robert Schuman a Scy-Chazelles, Francia (2022).
Ultimi lavori internazionali:
5-8 September 2024: LagerhausG Heritage Foundation: international meeting.
13-15 September 2024: Dialogforum 2024 Mauthausen: Second International Conference on Women in the Holocaust. (as speakers)
18 October 2024: Flint Hills Military History Symposium 2024, Kansas State University.(as speakers)
4-6 November 2024: „Mitten im Orts. Lager im Nationalsozialismus“, Universität für Weiterbildung Krems (as speakers)
Dal 2020 lavorano insieme.
Collaborazioni:
Coordinano il progetto “Onboarding Memories” dell’Akademie Berlin (parte italiana) sul lavoro forzato.
Collaborano con il Centro di Documentazione/Memoriale Lobomiwice-Opole (ex Stalag Lamsdorf).
Collaborano con il Ministero della Cultura di Amburgo per il Memoriale degli IMI, facendo parte del Consiglio della Lagerhaus Heritage Foundation.
Collaborano con la città di Heppenheim per il Lavoro forzato (ex Arbeitkommando Stalag XIIA).
Collaborano con il Denkort Bunker Valentin- Bremen Farge e Baracke Wilhelmine
PUBLICATIONS by four hands
“La Memoria legata al filo rosso. Il Ricordo negli occhi di mio padre” (2021) Ciesse Edizioni;
tradotto in tedesco e polacco;
“Elio, un eroe per scelta” (2021) Ciesse Edizioni;
“Gli Internati Militari Italiani: testimonianze di donne” (2022) Ciesse Edizioni;
“Internati Militari Italiani. Una scelta antifascista” (2022) Editoriale Programma;
“Didattica della Memoria. Tutto grazie alle ultime parole” (2022) Ciesse Edizioni;
“Franco Tucci e il vecchio borgo delle Sieci di Sotto” (2022) Ciesse Edizioni;
“Bunker Valentin. Lo sterminio nazista attraverso il lavoro forzato” (2022) Chartesia edizioni;
“Il Lavoro forzato nel Terzo Reich” (2023) Editoriale Programma;
“La Memoria che unisce. Educare alla Pace” (2023) Ciesse Edizioni;
“Baracke Wilhelmine. La memoria del terrore nazista” (2023) Chartesia;
“Inferno Heppenheim. La clinica nazista e i sottocampi di Dachau e Natzweiler-Struthof” (2023) Chartesia;
“Testimonianze dai Lager. Antologia di Internati Militari Italiani” (2023) Tracciati Editore;
“Viaggio di Mamma Teresa” (2023) Chartesia;
“Dispersi di guerra” (2024) Editoriale Programma;
“Insieme nel Ricordo per la Pace” Materassi, Pascale, Zanasi (2024) Ciesse Edizioni;
“65 mesi con le stellette” di Lino Marignoni a cura di Materassi-Pascale, (2024) Ciesse Edizioni
“Arrivo a Mauthausen. I Lager, la cava, il castello” (2024) Editoriale Programma
“Schiavi ad Amburgo. Deportazione e sfruttamento per il Terzo Reich” (2024) Editoriale Programma
https://ciesseedizioni.it/didattica-dellinternamento-approccio-laboratoriale
https://www.tgcom24.mediaset.it/cultura/27-gennaio-per-la-prima-voltaad-auschwitz-la-storia-di-un-internato-italiano_27766690-202102k.shtml
https://ciesseedizioni.it/lavoro-forzato-e-deportazione-nello-schanzenviertel-manifestazione-commemorativa
Dalla didattica in presenza alla didattica a distanza: la favola di Natale di Guareschi
GIULIANOVA. DOMENICA, 27 OTTOBRE, ORE 18, FANZINE MON AMOUR: introduzione ai libri fotografici autoprodotti. Evento a cura di Emanuela Amadio
FANZINE MON AMOUR
CIRCOLO VIRTUOSO IL NOME DELLA ROSA
GIULIANOVA ALTA, VIA GRAMSCI 46/A
INFO LINE 338/9727534
DOMENICA 27 OTTOBRE ORE 18:00
FANZINE MON AMOUR
Introduzione ai libri fotografici autoprodotti
A cura di Emanuela AMADIO
Presentazione della fanzine “Tràdere”
Incontro con Chiara NAVELLI
“Fanzine mon amour. Introduzione ai libri fotografici autoprodotti” è un incontro dedicato al self-publishing in fotografia, condotto da Emanuela Amadio, fondatrice di Case di Fotografia. Durante l’evento verrà spiegata la definizione di fanzine, con una panoramica sulla loro nascita e diffusione. Sarà analizzato il processo di creazione di un libro autoprodotto, dalla fase di ideazione alla stampa, con esempi pratici che riguardano formato, carta, rilegatura e le interazioni con il lettore.
A seguire, verrà presentata la fanzine “Tràdere”, progetto di esordio della fotografa ritrattista Chiara Navelli, che vive e lavora a Moscufo (PE). “Tràdere” racconta la storia di 9 artigiani locali, custodi di tradizioni secolari, che incarnano l’importanza e la bellezza del lavoro manuale.
Tortoreto. Gianluigi Chiaserotti presenta l’ultima fatica editoriale “Una ordinaria storia romana”. Lunedì 15 luglio, ore 18,30, Chalet La Sirenetta.
ANNA SECCIA: “Tracce partecipate. Donne e uomini in cammino”. Donazione dell’opera realizzata durante la performance artistica. Evento al Museo Michetti di Francavilla al Mare (CH) il 9 giugno 2024, ore 18.
Evento promosso dall’Associazione Kairos, banca del tempo e dei saperiin collaborazione conStati Generali delle Donne
Presentazione dell’opera a cura del critico d’arteAndrea Baffoni
“Tracce partecipate. Donne e uomini in cammino” è l’opera performativa dell’artista Anna Seccia, il cui risultato finale sarà una grande tela di 2,50 x 1,60 mt che verrà donata al Comune di Francavilla nella giornata di domenica 9 giugno 2024.
L’opera è stata realizzata in occasione degli eventi patrocinati dall’amministrazione comunale per l’iniziativa “8 marzo tutto l’anno”, per affermare come: tanto le donne quanto gli uomini debbano camminare insieme per poter giungere alla parità di genere.
Dichiara l’artista Anna Seccia: “Attraverso il colore e attraverso l’arte possiamo camminare insieme per giungere a un senso di parità”.
Con questa convinzione l’artista ha indotto il pubblico ad attraversare letteralmente la tela, preliminarmente calpestando dei recipienti di colore per poi apporre l’impronta sulla superficie bianca del tessuto. Il pubblico è perciò divenuto parte dell’opera, ma su quei colori, su quelle impronte, Anna Seccia è successivamente intervenuta realizzando l’opera che verrà presentata domenica 9 giugno.
Il risultato finale è una sorta di oceano azzurro solcato da impronte coloratissime che grazie alla maestria pittorica dell’artista si stagliano sulla superficie in differenti profondità, dovuto alla particolare texture sviluppata sovrapponendo molteplici velature cromatiche. Tutta la superficie è inoltre solcata da venature bianche che da un lato richiamano le increspature dell’acqua, e dall’altro le venature delle foglie. L’effetto finale è quello di una sorta di “mare” di impronte fluttuanti, un insieme fluido e in continuo mutamento che vive nella matrice della natura in armonia.
Al centro della composizione l’artista ha poi collocato un cuore ritagliato su cartoncino, con la stessa texture della tela. In esso compaiono le foto dei partecipanti alla performance con in mezzo l’artista nell’atto di allargare le braccia in un gesto di fratellanza comune. Tale cuore verrà poi sospeso davanti alla tela evidenziando la doppia valenza dell’opera, ovvero una chiave sentimentale basata sulla condivisione e un’altra estetica fondata sulla partecipazione alla performance artistica.
Insieme all’opera, nel pomeriggio del 9 giugno, verrà proiettato il video realizzato proprio nella giornata della performance iniziale dove si vedono alcuni dei partecipanti prendere parte alla performance e sono gli stessi riportati in foto nella parte centrale della grande tela. L’intero intervento artistico di Anna Seccia verrà descritto dal critico d’arte Andrea Baffoni, che traccerà un ritratto artistico di Anna Seccia e descriverà il senso profondo dell’intero suo lavoro creativo.
Giulianova. ASD Giuliesi Per Sempre: domenica 12 maggio, ore 18, inaugurazione della mostra “Storia del Calcio Giuliese”.
Tortoreto. Incontro con la scrittrice Dacia Maraini. Mercoledì, 5 luglio, ore 18, Lido Marconi
L’AQUILA. RACCONTARE LA GUERRA TRA STORIA E ATTUALITÀ’ – PARTE II – 18 GIUGNO, ORE 18
L’AQUILA – Domani, 18 giugno, dalle 18:00 alle 20:00 presso il Giardino d’Inverno del Palazzo dell’Emiciclo all’Aquila, il secondo incontro del seminario “Raccontare la guerra tra storia e attualità”. Il racconto dei conflitti attraverso le parole di chi li ha vissuti in prima persona e che ci porta testimonianze dei teatri di guerra, solo apparentemente lontani.
Sarà presente Andrea Romoli, giornalista inviato per il Tg2 in Ucraina e Capitano di complemento dell’Esercito Italiano, ha partecipato alle missioni in Iraq, Afghanistan, Bosnia, Libano, Kossovo e Albania oltre ad essere stato impiegato nella campagna sanitaria COVID 19. Ha inoltre raccontato gli interventi del IX Reggimento Alpini dell’Aquila.
Le parole impresse in un diario di guerra di un soldato russo al fronte ucraino diventano il simbolo della desolazione materiale e morale che la guerra infonde con la sua brutalità. Il soldato scompare senza lasciare tracce, ma il suo diario si trasforma in immagini che suscitano riflessione ed empatia.
Nasce così il Progetto Konstantin, ispirato al volume Z la guerra del soldato Konstantin di Andrea Romoli che sarà uno dei temi del dialogo con i giornalisti Alessandro Sansoni, consigliere nazionale OdG, Salvatore Santangelo e Miska Ruggeri.
Andrea Romoli ha pubblicato diversi volumi sulla storia dello spionaggio e del confine orientale. Vincitore del Premio Acqui storia nel 2022, del Premio “Loris Tanzella” nella categoria Storie, del Premio letterario “Giovannino Guareschi”.
L’incontro è aperto a tutti e si inserisce nella programmazione della Formazione continua dell’Ordine dei Giornalisti come corso deontologico da 5 crediti formativi.
Gli eventi sono organizzati da L’Aquila che Rinasce e dalla Roma Film Academy in collaborazione con Lightson e Gente e Territorio.
ATRI. SAVERIO FALCONI DI FRANCESCO – LA PITTURA DEI SOGNI a cura di Giuseppe Bacci e Marialuisa De Santis. Sabato 20 maggio, ore 18
ATRI, Scuderie Ducali di Palazzo Acquaviva
Piazza Duchi d’Acquaviva, 91
20 maggio – 15 giugno 2023
Inaugurazione: 20 maggio 2023 ore 18:00
Catalogo in mostra
Tenendo a battesimo d’arte uno dei suoi figli artisti del territorio teramano, la città di Atri
ospita, in uno dei suoi monumenti più significativi, il Palazzo Ducale degli Acquaviva, nelle
Scuderie Ducali, il pittore Saverio Falconi Di Francesco, nella sua prima personale
antologica con la mostra I colori dei sogni, a cura di Giuseppe Bacci e Marialuisa De Santis,
che si inaugurerà Sabato 20 maggio 2023, alle ore 18:00. (La mostra rimarrà aperta fino al
15 giugno 2023, tutti i giorni tranne il lunedì, dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle
19:00).
Dopo aver mosso i primi passi da autodidatta, ed espresso la propria interiorità attraverso
il disegno prima e la pittura poi, Saverio Falconi Di Francesco (Teramo, 1930) con questa
mostra antologica debutta nella scena artistica teramana e nelle magnifiche sale delle Scuderie
Ducali si potranno ammirare una sessantina di opere, alcune recenti, della produzione artistica
dell’artista abruzzese. Il titolo stesso della mostra, I colori dei sogni, offre una esauriente
chiave di lettura laddove richiama implicitamente la sua grande passione, il suo amore
viscerale per la figura e i colori, che lo ha portato a realizzare tante e tante opere. Ed in questo
suo percorso la natura irrompe prepotentemente e questa irruenza delle forme e dei colori è
colta in maniera mirabile dall’artista teramano.
Gli alberi, un’immagine questa (da quelli esotici ai più familiari) che non è riuscito a
cancellare dalla lavagna della sua memoria, ma nel tempo ha assunto connotazioni diverse…
Nel realismo disincantato dell’artista, le figure rimangono anonime e distaccate, come se
volesse sottolineare l’isolamento tra uomo e uomo al di là della vicinanza fisica. Nelle sue
opere trapelano la solitudine, la mediocrità e la banalità del vivere quotidiano, ma anche
l’inattesa bellezza del mondo di tutti i giorni.
La mostra ha una duplice funzione: oltre a far conoscere l’opera dell’artista, finora rimasta
inedita, l’intento degli organizzatori e dei familiari è quello di donare, con sorpresa, un evento
inaspettato e imprevedibile, quale quello di siffatta mostra e relativa pubblicazione del catalogo,
ad un uomo schivo che da sempre ha rifuggito l’apparire. In catalogo in Il tempo è l’unica cosa,
che nessuno, neppure una persona riconoscente può̀ restituirci così Mariarita Marcozzi
scrive: «e quindi, / quando guarderai questo catalogo, / non chiederti in quale periodo storico sia
stato dipinto, / ma abbracciane il senso, / ritrovati in esso, / perché è nella pittura dell’uomo
mortale che ritroviamo la nostra immortalità. / E allora, / tutti insieme, / possiamo rispondere agli
eroi epici: / non rincorrete il tempo eterno, perché già siete eterni, siete immortali, perché in eterno
vivranno i vostri sogni, ricordatevi delle stelle, / perché ad esse torneremo».
Sulla pittura fantastica e colorata dell’artista, Marialuisa De Santis ha scritto: «Si avvale,
Falconi Di Francesco di tutta la funzione magica ed evocatrice della pittura, rendendo a chi,
oggi finalmente guarda le sue opere, aspetti visivi che si trasformano persino in sensazioni
acustiche e olfattive quando non addirittura “sentimentali”.
È una natura fantastica quella che ci mostra, fiori simili a delicate girandole e alberi carichi
di una pioggia di brillanti capolini sferici; i confini dei cieli e delle terre sono ritmi ondulati
nei quali armoniosamente vivono accoglienti figure che risentono delle forme semplici ed
evocative di Gauguin e a volte di quelle ancora più semplificate ma insieme più “costruite”
dei papiers découpés di Matisse».
Il Sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, scrive in catalogo: «Saverio Falconi Di Francesco è
un artista schivo, ma ricco di talento. La sua arte non nasce quindi con il primario obiettivo
di arrivare al pubblico, ma dall’esigenza dell’artista di esprimere se stesso e le sue emozioni.
Questo rende il suo lavoro ancora più interessante e siamo felici che il figlio e il noto fratello,
l’artista Gigino Falconi, si siano fatti promotori di questa mostra scegliendo la nostra città».
Inoltre, il Vice Sindaco Domenico Felicione, rafforzando il concetto, afferma: «Ospitare la
mostra di Saverio Falconi Di Francesco nelle Scuderie Ducali di Palazzo Acquaviva è per la
nostra città motivo di grande orgoglio. Un artista restio alle esposizioni delle sue opere tanto
che questa iniziativa è per lui una sorta di dono. Se queste opere sono in questa occasione
visibili e apprezzabili da vicino lo si deve, infatti, al figlio dell’artista e al fratello, il noto
pittore Gigino Falconi. Il loro impegno ha portato a questa inedita esperienza espositiva e
abbiamo molto apprezzato la scelta della nostra cittadina e dei bellissimi ambienti delle
scuderie ducali per questo omaggio».
L’esposizione è accompagnata da un catalogo di 64 pagine, a cura di Giuseppe Bacci, con scritti
di Marialuisa De Santis, Domenico Felicione, Piergiorgio Ferretti e Mariarita Marcozzi.
SAVERIO FALCONI DI FRANCESCO – LA PITTURA DEI SOGNI
LUOGO: Scuderie Ducali di Palazzo Acquaviva
Piazza Duchi d’Acquaviva, 91 64032 Atri (TE)
PERIODO: 20 maggio – 15 giugno 2023. Apertura: tutti i giorni tranne il Lunedì, dalle ore 10:00
alle 13:00 e dalle ore 16:00 alle 19:00
CURATORI: Giuseppe Bacci e Marialuisa De Santis
PER INFORMAZIONI: Cell. 333 4855400 – Cell. 339.8895499
E-MAIL: luca.falconi@gmail.com – giuseppebacci@icloud.com
SAVERIO FALCONI DI FRANCESCO
Saverio nasce a Teramo il 16 gennaio 1930, figlio di Domenico Falconi e Carmela Di Francesco.
Secondogenito di una famiglia creativa, frequenta le scuole primarie a Giulianova, dove il padre
aveva una manifattura di cappelli da uomo. Sono gli anni di un mondo scolastico fatto di pluriclassi,
tra i doveri dello studio e una natura spesso ancora selvaggia di una cittadina costiera in cui
convivevano le zone palustri, gli orti e i segni della urbanizzazione prebellica. Un luogo, segnato da
odori salmastri e colori forti, che emergono dai racconti e dalle tele che dipingerà̀ molti anni dopo.
Segue il trasferimento a Teramo a casa degli zii materni in via Nicola Palma. Qui frequenterà le scuole
superiori diplomandosi poi geometra. Un cambio di orizzonte formativo, dalla linearità dei paesaggi
marini ai perimetri urbani della città storica. Con la Guerra, la famiglia si ritira in montagna, a Nerito
di Crognaleto (TE), un ulteriore cambio di paesaggio e di vita tra boschi e prati, anni di libertà asso
dell’artista luta. Il secondo svincolo evolutivo avverrà con il servizio militare, “tenente” dell’Esercito
italiano. Un distanziamento maggiore che lo porterà a vedere luoghi, città che poi rappresenteranno
quella trama, quel filo rosso rassicurante, che si ritrova nei suoi lavori/ricordi della terza fase della
sua vita. Diventa Ufficiale, “tenente”, il cui ricordo si mette in rappresentazione in idealizzati
paesaggi, memorie delle esercitazioni militari nella tenuta di San Rossore (PI). Segue il ritorno a
Teramo. Lavorerà nella azienda dello zio materno, figura di riferimento nella sua vita a cui rimane
per sempre legato. Sono gli anni in cui inizia a coltivare il disegno. Dapprima come un gioco, poi
nell’età̀ della pensione dal disegno passa alla pittura approdando ad uno spazio onirico che sarà a
volte attività ludica, a volte riparo e fuga, a volte un salvifico porto oltre il tempo.
Il corpus pittorico, con gli anni, viene a costituirsi come un unicum: la singola tela si costituisce come
parte delle pareti delle stanze dove dipinge. I quadri sono messi in rappresentazione nei locali del suo
studio come un’opera totale. Tele, pennelli, vasetti dei colori, oggetti, ceramiche, sculture etniche,
piante grasse sono un corpo indistinto. Non a caso quasi mai ha messo le date ai suoi quadri. Più che
un tempo lineare è un tempo onirico. Una ricerca mentale, in cui ogni quadro che ha dipinto è
contemporaneo ai precedenti e ai successivi. Una linea del tempo sognata, dove ogni tela è parte di
un ideale quadro più̀ grande. Per capirne il lavoro, più del singolo quadro vale osservare l’insieme
delle presenze di oggetti da collezione e di quadri che riempiono il suo studio di pittore.
Ha dipinto una quantità impressionante di tele. Le incornicia da solo, con delle stecche in legno
grezzo. Spesso incornicia mentre ancora sta dipingendo. Il suo atelier è la sua vera opera pittorica.
Lo spazio dello studio e i quadri sono la stessa cosa. La composizione e la scomposizione degli alberi
e degli oggetti che usa prendono forma nel muto dialogo delle opere alle pareti. Forse anche
l’incorniciare i quadri, mentre li dipinge, è perimetrare come stanze la rappresentazione messa in
forma sulla tela perché non scappi via oltre la cornice.
Dei colori si deve dire che usa solo i colori di una determinata marca (Morgan’s Paint). Non sono
colori da pittore di quadri ma una idropittura lavabile per interni ed esterni edilizi (colori prodotti in
Italia da Alfred Houston Morgan, che nel 1924 fonda la sua ditta, il Colorificio Toscano, e la linea
Morgan’s Paint è una delle sue produzioni). Sono colori con i quali non è facile dipingere. Li utilizza
sin dall’inizio. Erano gli stessi che si vendevano nella vecchia azienda di ferramenta del suo carissimo
zio Mario Di Francesco, in via Palma. Colori molto brillanti, la cui diluizione ha perfezionato dopo
varie sperimentazioni. La marca e la tipologia del colore sono sempre stati anche un forte legame con
il passato quando lavorava con lo zio. Era il tempo della occupazione tedesca.
Saverio è arrivato alla tela solo dopo aver dipinto su vari materiali – formica, cartone, legno – tutti
materiali di recupero, nella logica di chi aveva vissuto l’autarchia della guerra per cui tutto era
recuperabile e trasformabile in altro.
Oggi vive e dipinge a Giulianova.
Giulianova. Editoria: in arrivo il III volume “I Messaggeri dell’Abruzzo nel Mondo” di Dom Serafini, edizioni Il Viandante. Al Circolo Nautico il 9 luglio , ore 18
Dalla rubrica domenicale su Il Messaggero Abruzzo per far conoscere gli abruzzesi all’estero in Abruzzo
Un libro sugli abruzzesi all’estero non é poco, due libri sono abbastanza, mentre tre diventerebbero troppi! L’autore, Dom Serafini, giuliese trapiantato a New York City, non vuole peró fare un torto ad altri 58 meritevoli personaggi abruzzesi all’estero che sono prima apparsi nella sua rubrica domenicale de “Il Messaggero” in Italia e sono ora oggetto del terzo volume dei “Messaggeri d’Abruzzo nel Mondo”. Il libro (nella foto) é ora reperibile online in tutto il mondo e nelle librerie in Italia e comprende interventi di Giovanna Di Lello, Direttrice del John Fante Festival, insegnante e giornalista; Laura Di Russo, giornalista, responsabile Ufficio Emigrazione Regione Abruzzo; e Giovanna Frastalli, sociologa e operatrice culturale.
Le avvincenti avventure degli abruzzesi all’estero non finiscono mai. Vale la pena ripetere che il compito dell’autore e quello dell’editore, Edizioni Il Viandante, é proprio far conoscere il successo degli abruzzesi all’estero… in Abruzzo. Il compito delle istituzioni abruzzesi invece é quello di far conoscere l’Abruzzo all’estero (cosí non bisognerebbe piú spiegare che l’Abruzzo si trova dall’altra parte di Roma). Questi personaggi sono conosciuti, famosi ed apprezzati nelle rispettive comunitá estere, ma non conosciuti in Abruzzo.
Ci si potrebbe chiedere: “che vantaggi portano questi personaggi agli abruzzesi sul territorio?” E questa é una domanda che si pongono anche molti politici. Dopotutto gli abruzzesi all’estero non possono votare alle elezioni regionali e amministrative, quindi tendono ad essere trascurati.
É comprensibile che i politici si concentrino sulle poltrone, ma non si comprende come il mondo economico, ed anche quello accademico, possa ignorare l’importanza dell’abruzzese all’estero.
Basterebbe consultare i resoconti industriali per vedere come gli abruzzesi all’estero sono proprio quelli che di piu’ viaggiano in Abruzzo, quelli che consumano prodotti abruzzesi nei loro paesi esteri di residenza e quelli che piú promuovono la regione. Senza gli abruzzesi all’estero, l’Abruzzo sarebbe ricco come il Sahara senza petrolio.
Il sottotitolo di questo terzo volume de “I Messaggeri d’Abruzzo nel Mondo” é “Come avere successo all’estero”. Infatti il libro presenta 58 personaggi che sono partiti da 36 paesi dell’ Abruzzo diretti in 12 nazioni diverse, e li’ hanno ottenuto successo.
Mentre in passato l’Abruzzo esportava soprattutto mano d’opera, oggi esporta cervelli, anzi “cervelloni” in tutti i settori. Nel libro si trovano molti esempi da seguire per chi volesse idee su come avviarsi verso una buona carriera e dovrebbe essere una lettura prioritaria per i giovani.
Per l’editore e l’autore promuovere gli abruzzesi all’estero in Abruzzo é un progetto “multi-tasking”: infatti il libro verrá presentato in quattro localitá, coprendo tutte le provincie: Pescara (3 luglio), Giulianova (9 luglio), Castel Nuovo (17 luglio) e Montenerodomo (22 luglio).
A Pescara ci saranno come relatori: Laura Di Russo e Maurizio Fala, rosetano emigrato in Peru. A Giulianova: il medico Pietro Campanaro, la scrittrice Cristina Mosca, il Sindaco Jwan Costantini, il giornalista Walter De Berardinis e la trasmissione video a cura di Francesco Marcozzi.
A Montenerodomo, durante l’anteprima del John Fante Festival e del Premio Benedetto Croce: Giovanna Di Lello e Antonio Bini, direttore di “Abruzzo nel Mondo”. A Castel Nuovo San Pio: l’imprenditore Mario Daniele, il giornalista de “L’Osservatore Romano” Generoso D’Agnese, lo scrittore Goffredo Palmerini.
Naturalmente sia l’editore, Arturo Bernava, che l’autore Dom Serafini saranno presenti a tutti gli eventi. Per aggiornamenti e dettagli sulle presentazioni é possibile consultare la pagina Facebook de “I Messaggeri dell’Abruzzo nel Mondo”. https://www.facebook.com/I-messaggeri-dellAbruzzo-nel-mondo-100125355070882